Intervista al Presidente della Stazione Zoologica “Anton Dorhn” Roberto Danovaro

Presidente  Danovaro, siamo particolarmente felici per quello che sta facendo per Napoli in particolare con il grande impegno di lavoro, da tutti visibilissimo, nella conduzione dell’ACQUARIO, come storicamente definita la “Stazione Zoologica Anton Dohrn” da Lei diretta da circa nove anni. Poi l’attivazione del “Museo Darwin- Dohrn” nel dicembre 2021, con l’insediamento di (DaDoM) e la biblioteca del mare in quei circa 1000 mq. completamente ristrutturati ed adibiti al nuovo scopo. Quell’edificio che all’interno della Villa Comunale di Napoli, identificata come la Casina del boschetto è stata per anni sede del Circolo della Stampa napoletana, luogo di incontri, convegni e manifestazioni culturali che in esso si svolgevano, con l’apprezzamento e l’ammirazione anche da parte di tutti gli Ordini dei giornalisti delle altre regioni d’Italia per essere oltre che di gran bellezza e prestigio, anche di grande efficienza sia per funzionalità, che per operatività, accoglienza ed ospitalità che offriva donando prestigio a Napoli e al Meridione della nostra Nazione. Il Presidente Danovaro soggiunge:

“Certo quel luogo nobile che era il Circolo della Stampa che, per ragioni complesse che non stiamo ad approfondire, era andato da 17 anni in un progressivo degrado, l’abbiamo rivitalizzato secondo la strategia della Stazione Zoologica, facendo prendere aria come quella di Bagnoli che stiamo portando a nuova vita con il nuovo centro della Fattoria del Mare che sarà visitabile come questa nostra struttura del Museo Darwin – Dohrn. Stiamo ridando vita all’ex macello borbonico a Portici che era altra struttura abbandonata dove verrà il centro più grande del Mediterraneo per lo studio e il recupero delle tartarughe marine e per la strategia marina per la difesa dell’inquinamento. Così è accaduto anche in Calabria e sta avvenendo pure in Sicilia. Cioè, la ricerca che ha occasioni in territori e mari diversi, ma che fa quadrato con il territorio, cercando di mettere assieme una rigenerazione del tessuto territoriale, perché tutto quello che fa ricerca è sano e crea intorno a se delle prospettive di una bella crescita”.

Approfondendo la storia della Stazione Zoologica che Lei presiede, gradiremmo conoscere il suo pensiero anche sulle risorse che può offrire il nostro Mare Mediterraneo, quel Mare Nostrum che tanto può darci non solo come pescato. Danovaro ci dice:

“A Giugno del 2021 è stato riaperto a Napoli, completamente rinnovato, anche lo storico Acquario nella Stazione Zoologica Anton Dohrn in Villa Comunale, sul lungomare, il primo acquario pubblico aperto in Italia e uno tra i più antichi al mondo. L’Aquarium della Stazione Zoologica Anton Dohrn fu aperto infatti al pubblico nel gennaio del 1874 ed a oggi è l’unico esempio italiano di acquario ottocentesco. Abbiamo poi ad inizio del mese di dicembre 2021 aperto a Napoli anche un nuovo museo denominato: “Museo Darwin – Dohrn”, dedicato al mare e alla biodiversità. Il Museo è un’estensione della prestigiosa Stazione Zoologica Anton Dohrn, istituzione scientifica di rilievo internazionale, che è l’Istituto Nazionale di Biologia Ecologia e Biotecnologie Marine. Il percorso prosegue nella straordinaria galleria della Biodiversità dove troveremo le forme di vita presenti in mare rappresentate in modo artistico, con un grande totem dedicato alla evoluzione dei vertebrati. Completa il percorso del Museo il prestigioso archivio storico che contiene importanti documenti che iniziano dal 1872 anno in cui fu inaugurata la Stazione Zoologica Anton Dohrn. Quest’anno la stazione Zoologica Anton Dohrn festeggia i suoi 150 anni; nasce nel 1872, nel pieno della seconda rivoluzione industriale, quella che ha portato, se vogliamo alla nascita dell’andropocene, cioè di quella surplace, anche crescita straordinaria, demografica ed economica che ha vissuto il pianeta in questo secolo e mezzo. Uno sviluppo che è stato anche una crescita di salute, longevità e cose positive e si è accompagnato fino ad ora ad un progressivo degrado dell’ambiente, tanto è vero che ora noi pensiamo quasi istintivamente che il benessere dell’uomo sia dipeso dal malessere natura, come se le due cose fossero collanti; più utilizziamo la natura e meglio stiamo noi. Adesso la Comunità Europea e la ricerca mondiale hanno dimostrato che “non possiamo essere sani in un mondo malato” per citare il nostro Papa; cioè che in realtà molte delle malattie che viviamo le zoonosi, il covid ecc. son dovute ad un uso sbagliato dell’ambiente. Invertire la rotta non vuol dire smettere di consumare, smettere di vivere o peggiorare il nostro il nostro benessere, ma al contrario promuoverlo. La storia della Stazione Zoologica, va in questo solco, ha iniziato l’origine della vita, l’evoluzione, per poi andare sempre di più nel carpire oltre che i segreti della biologia i segreti del mare e le opportunità che queste offrono nell’alimentazione, salute e prospettive economiche e di sviluppo, materie prime, risorse biologiche e quant’altro. Conoscendo, riusciamo da un lato, a capire quali sono i limiti dell’utilizzo di queste risorse che sono rinnovabili, ma fino a un certo punto perché non sono inesauribili, quindi dall’altro ci dà anche uno strumento per poter fare di più e meglio ed è questa un po’ la sfida della crescita dell’economia boom, una crescita che potrebbe essere senza precedenti, in particolare nel nostro paese ed ancor più nel Mezzogiorno. La risorsa mare, ha una valenza nel Mezzogiorno, ovviamente per ragioni sia geografiche che complessive di risorse, molto maggiore che per il resto dell’Italia. Questa è una risorsa che va tutelata da un lato, perché tutelare la risorsa vuol dire aumentare il turismo  e quindi tutta la crescita di un indotto legato a questo, quindi aumentare anche le risorse del mare ed anche permetterci come abbiamo visto in questi studi, di capire come realizzare le energie rinnovabili senza fare danno all’ambiente. Le energie rinnovabili dal mare sono la più grande occasione del futuro perché l’eolico a terra è sempre più malvisto dalle popolazioni locali, per non parlare poi di altre fonti che non sono rinnovabili, come il nucleare o l’uso di combustibili fossili. Allora, transizione, vuol dire prepararci da qui a dieci anni a sostituire tutti i fossili progressivamente, intanto da subito con il metano, quindi abbandonando il carbone e gli idrocarburi pesanti, sostituendoli gradualmente perché occorreranno circa dieci anni per mettere “a mare” tutte queste operazioni e andare in quella direzione”.

Quindi dal mare intendiamo sviluppare le risorse energetiche più naturali e rinnovabili?

“Proprio così! Dal mare viene la risorsa più naturale e rinnovabile, dove abbiamo spazio e dove addirittura possiamo unire la produzione di energia rinnovabile che ci aiuta a contrastare cambiamenti climatici ad un mare più pescoso e più protetto che è quello che ci siamo impegnati a fare. Questo, si può fare partendo dal mare del Mezzogiorno ed è probabilmente, una delle più grandi sfide del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.”

Giuseppe De Girolamo
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